Lo sguardo, quasi in cagnesco, quando gli dicevi “ma una bicicletta elettrica, no?”. Il Manifesto che sporgeva dalle tasche. Il sorriso gentile quando lo aiutavi a liberare una scrivania dalla spazzatura, perchè il dottorando in arrivo dall’estero potesse usarla e sentirsi così accolto. E tante altre cose che non ho avuto la fortuna di conoscere.