ono stordito come un pugile suonato da quando ho saputo dell’emorragia cerebrale e del coma di Guido. Con la sua morte ho perso un carissimo amico, con cui parlavo di tutto (in particolare di politica) e un compagno di tantissime escursioni. Abbiamo perso una persona determinata ed umile, forte e dolce, acuta e ironica, scherzosa e sempre alla mano, generosissima, che si è spesa senza risparmi per gli altri (come la sua storia personale e molte testimonianze qui raccolte ci ricordano) proprio nel momento in cui avrebbe potuto dedicarsi un po’ più a se stesso, facendo le cose che più gli piacevano. Mi chiedo dolente, come penso tanti altri tra noi, il senso di questa “ingiustizia”. Credo tocchi a noi costruirne un senso prendendo Guido ad esempio nelle sue qualità migliori e nell’impegno per gli altri, la pace, l’ambiente, un mondo più giusto. Prego Iddio che ora lui possa sgambettare almeno tra i monti e le “praterie celesti”, come dicono gli indiani d’America. Addio Guido.
Gaetano Fiore