Guido era un puntiglioso ed un napoletano monco, che di questa città non parlava la lingua; ma Napoli è una vrenzola e per blandirla a volte occorre all’alluccà ‘n capa e pigliarl’ a mal’ parol’, due cose che, a un gentiluomo come il Celentano, proprio non riuscivano.
Guido era sostegno e i suoi occhi un mare che si increspava e raramente minacciava bufera, ma se pure ci fosse stata bufera c’erano la sua mano e la sua voce a cui potevi aggrapparti. Io scrivo qui nella speranza che si possa essere fili da intrecciare, nel suo nome, creando un saldo appiglio per sostenerci l’un l’altro come hanno fatto con me in questi anni il sorriso e la mano di Guido.