Ciao Omonimo

Ciao Omonimo!
Quasi sempre così mi hai salutato ad ogni incontro, sempre pieno di parole affettuose e pensieri profondi. Dalle prime riunioni dei Pappici (30? 35? Chissà quanti anni fa…) fino a qualche recente iniziativa sulla Palestina, dove c’era venuta voglia pure di raccontarci come stavamo e così avevo fatto in tempo a dirti che mi sarebbe piaciuto venire a trovarti in Abruzzo. Tra i tanti ricordi delle cose belle fatte anche grazie al tuo impegno, l’arrivo di Estelle, il veliero finlandese del Commercio Equo che andammo ad accogliere in mezzo al mare con tanto di guantiera di sfogliatelle per l’equipaggio (sicuramente una tua splendida idea).
Una quindicina d’anni fa -quando portavo mia figlia a scuola in bici e qualche volta ci incrociavamo sul Corso- le dicevo “quel mio amico si chiama come me, ma lui si che è un vero ciclista”. E adesso pedali dove finalmente non c’è traffico.
Guido P.