Ricordando la ricca ed intensa vita di Guido
Guido è stato una persona mite, umile, gentile, disponibile, generosa, compassionevole ma anche molto determinata (come dirò tra poco). Tutte queste preziose qualità (doni) le viveva e le condivideva con chiunque incontrasse lungo la strada della sua vita, privata, pubblica o lavorativa che fosse. Le testimonianze dei tanti studenti di dottorato, italiani e stranieri, ne sono una chiara evidenza. Il suo lavoro, efficiente e scrupoloso, andava ben oltre i compiti istituzionali assegnatigli. E tutto ciò non per “far carriera” ma semplicemente perché così interpretava la sua esistenza.
Molti hanno conosciuto Guido prevalentemente nell’ambito del suo lavoro universitario.
Poiché ho avuto il privilegio di incontrarlo e frequentarlo fuori da questo ambito molti anni fa, vorrei provare, molto sinteticamente, a riportare i tanti altri aspetti che rendono la sua personalità ancora più eclettica e speciale.
La nostra conoscenza nacque grazie ad un’amica comune, assai cara ed importante per entrambi. Si chiamava Donata De Andreis ed è stata la mia insegnate di fisica quando avevo 14 anni. Donata, e suo marito Tani Latmiral (professore universitario di onde elettromagnetiche), erano persone molto speciali, di cui è difficile qui sintetizzare la loro intensa e ricca esistenza spesa sui temi della nonviolenza, dell’obiezione di coscienza fiscale e militare, della lotta contro ogni forma di oppressione. Tani e Donata hanno avuto certamente un ruolo fondamentale nella nostra vita e per la nostra crescita.
Guido si è impegnato da sempre in prima linea in una serie di attività che, se si volesse provare a sintetizzare in una frase (molto usata nel passato e, ahimè, oggi desueta), potremmo dire “mirassero a costruire un mondo migliore”. Questo impegno non è rimasto su un piano meramente intellettuale ma ha visto Guido fare scelte concrete e coraggiose, a cominciare dal servizio civile in sostituzione di quello militare. Guido ha partecipato a movimenti cittadini che, negli anni ’80 e ‘90, erano molto attivi a Napoli e nel resto del paese. Mi riferisco alla ricca rete di associazioni che hanno riguardato il grande movimento no-global che ha mosso i primi passi nel Forum Sociale Mondiale tenuto a Porto Alegre (Brasile) dove Guido si recò nel gennaio 2001. Quel movimento ha visto nel Genoa Social Forum ( luglio 2001) la sua massima espressione in Italia. Guido era anche a Genova, sotto grandi tendoni, con migliaia di persone che discutevano di grandi temi come i diritti dei lavoratori, la giustizia economica e sociale, la tutela dell’ambiente (l’ecologia integrale come poi avrebbe sintetizzato in una parola Papa Francesco nella sua Enciclica Laudato Sì). Purtroppo, per i ben noti episodi di violenza innescati dai black bloc, quel movimento di massa venne ad arte ridimensionato, per non dire silenziato.
Guido cercò di tradurre in cose concrete questo suo impegno e fu uno dei protagonisti della nascita di una bottega dedicata al commercio equo e solidale (‘O pappece”, 1993), un modo fattivo di ascoltare le sofferenze dei contadini del sud del mondo per permettere che i loro prodotti arrivassero ai consumatori senza passare per lo sfruttamento delle multinazionali.
Quell’esperienza rappresentò per Guido un impegno molto intenso ma, purtroppo, anche una delusione quando avvertì che le finalità del Pappece stessero assumendo un aspetto prevalentemente commerciale. Fino a portare ad un suo doloroso allontanamento da quella esperienza.
Questo è un altro aspetto che ha caratterizzato la persona di Guido: la sua coerenza. Una coerenza che però alcuni interpretavano come esagerata rigidità.
Guido non era solo rispettoso della Natura ma ne era innamorato. L’uso della bicicletta non era solo un mezzo non inquinante ma, attraverso le sue lunghe passeggiate, un vero abbraccio con il creato. A proposito, mi piace ricordare la sua cura per il ficus benjamin situato accanto al mitico pendolo del dipartimento.
Gli ultimi decenni hanno visto una involuzione della politica nazionale ed internazionale che ha portato ad un lento spegnimento di tutte quelle istanze di cambiamento che animavano i giovani, e non solo, del movimento nonviolento e noglobal degli anni ’90.
E’ subentrata una sorta di delusione e di rassegnazione che ha avuto un sussulto di reazione solo di fronte alle recenti guerre e, in particolare, al genocidio del popolo palestinese, tuttora in corso sotto gli occhi indifferenti dei potenti del mondo.
Guido riusciva a coniugare i suoi numerosi impegni civici-politici con la cura delle persone. Ha seguito con tanto trasporto i “suoi” studenti di PhD ma, con altrettanta dedizione, si è preso cura dei suoi genitori: ha assistito il padre (vissuto fino all’età di 94 anni) e la madre (vissuta fino a 101 anni e 7 mesi) per 18 anni con una cura e una saggezza che non si possono descrivere, perché vanno oltre ogni immaginazione. La sua, e nostra, cara amica Donata (la “bambina” come era suo solito chiamarla affettuosamente) era sempre presente nella sua vita, non passava giorno che non la chiamasse al telefono (Donata si era trasferita da anni a Roma) e, spesso la raggiungeva per trascorrere qualche ora insieme.
Negli ultimi anni della sua vita a Guido sono venute a mancare persone a lui molto care: i suoi genitori, Donata (morta il 10 ottobre 2025), e il suo carissimo amico Pio Russo Krauss (16 agosto 2024), amico di tante condivise battaglie ideali, a cui Guido è rimasto accanto fino all’ultimo nella sua malattia.
Vorrei citare ancora un aspetto di Guido, che nell’attuale società sempre più accelerata e immersa nella frenesia dei social e delle notizie mordi e fuggi, mi sembra opportuno rimarcare. Guido comprava e leggeva ogni giorno un quotidiano cartaceo (il suo IlManifesto), e questo non per sottolineare semplicemente la sua scelta politica.
Guido non era credente. Eppure, nella mia esperienza, se dovessi pensare ad una persona che concretamente ha cercato di realizzare il Vangelo nella sua vita, mi verrebbe da pensare proprio a lui.
D’altra parte, se un Regno dei Cieli dovesse esistere per davvero, nel Vangelo stesso è scritto che esso non sarà per coloro che si dichiarano credenti e, magari, con ipocrisia si recano al tempio per battersi il petto, ma per chi ha fatto del messaggio evangelico la propria vita…perché sta scritto:
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi (Matteo 25, 31-36).
Se dovessi sintetizzare la figura di Guido direi che era dedito alla gratuità e all’alterità. Perché ha vissuto per aiutare gli altri senza chiedere nulla in cambio e apriva il proprio cuore al prossimo, riconoscendo e valorizzando ogni persona come un essere unico e speciale.
Che l’esempio della ricca e intensa vita vissuta da Guido possa fare da esempio e aiutare tutti noi a scoprire quanto la vita sia bella quando viene vissuta in armonia con il prossimo e la natura di cui facciamo parte.